..non sono sicura sia *odio*

Scena 1. Io ed ¥.

[…] Ma.. Perché *odi* tuo padre? Come fai ad essere sicura che lui non ti voglia bene..? Tu sei la sua prima figlia, tu per lui significhi veramente tanto. Per me @ è tutto, mi ha cambiato la vita. Può chiedermi quello che vuole, mi può rigirare come un calzino, io lo so che non le potrò mai dire di no […]

Scena 2. Io ed una collega.

Guarda, sicuramente può averti fatto cose brutte, da quello che mi racconti effettivamente si è comportato male.. Ma ti assicuro che è impossibile che tuo padre *non ti voglia bene*. Mio padre quando torno a casa vuole sempre fare qualcosa per me, ci prova, anche se io lo fermo e gli dico che non c’è bisogno. Non è possibile che non provi nulla per te.

Scena 3. Io in metropolitana mentre torno a casa che leggo sul mio kindle.

All’improvviso rivedo le prime e due scene nella mia mente, e sollevo la testa dal libro che sto leggendo. Ho avuto come una rivelazione, ho visto l’incredulità di ¥ e della mia collega, e ho capito che per loro è impossibile capire.

Non penso di sbagliarmi nel pensare che mio padre non mi voglia bene. Non è una storia triste o una cosa che dico per fare scena o sembrare melodrammatica.

Mio padre non mi vuole bene. Punto. Non ne vuole a me e non ne vuole agli altri suoi figli. Il suo modo di rapportarsi con noi non è qualcosa che gli altri chiamerebbero “voler bene”.

È concentrato esclusivamente su se stesso, e tutto ciò che ha fatto nella sua vita è stato sempre e comunque nei suoi interessi.

Non escludo che mi abbia voluto bene, magari quando ero piccola, anzi, probabilmente è stato così.

Non escludo che si sia emozionato.

Io so che adesso è vuoto.

So che da quando ho iniziato ad avere mie idee, mie opinioni, non ha mai voluto capirmi, provare ad essermi vicino o d’aiuto. È bastato il fatto di aver iniziato a pensare con la mia testa, a pensare cose diverse da quelle che pensava lui. Ha iniziato ad usare le mie idee e le mie opinioni contro di me, per sminuirmi, per trovare sempre un modo per ferirmi o mortificarmi.

So che non ha mai avuto stima di me, ma solo perché non ha mai voluto guardarmi, o meglio, guardare qualcuno che non fosse se stesso.

Non credo di sbagliare.

Non credo di nascondermi dietro una bugia.

È difficile accettare di non essere amati da un genitore.

È difficile riuscire a volersi bene nonostante questo, e io difficilmente, ci sto provando.

Rimane sempre, dentro di me, in fondo, o prima di tutto.. La voglia di dimostrargli che lui non è importante. Che lui non mi fa più male come prima.

Non so cosa voglia dire.

Non mi piace parlare di mio padre. Mi sembra di sbagliare a dedicargli tempo ed energie.

Divento amara. Divento triste. Sembro incattivita, magari lo sono. Non mi piaccio più.

Ogni volta (quando capita.. Se capita) è difficile e strano cercare di spiegare tutto questo.

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4 thoughts on “..non sono sicura sia *odio*

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    1. Quando ho salvato il tuo numero in rubrica e dovevo scrivere qualcosa al posto del cognome non sapendo cosa scrivere ho messo un simbolino a caso… è capitato quello. ormai mi sono affezionata!

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